Un’antica e popolare manifestazione della città di Pisa che FARMIGEA, legata alle radici della propria terra, si impegna a promuovere e valorizzare agli occhi dei contemporanei. 

 

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Combattenti del “Santa Maria” armati di “Targone”, storica arma del Gioco del Ponte.

 

Il fascino unico ed irripetibile esercitato dalla Torre Pendente è solo una delle tante emozioni che Pisa può offrire ai suoi ospiti: Il Gioco del Ponte è una delle più suggestive ed acclamate manifestazioni storiche della città, che attira ogni anno oltre 100.000 visitatori dalla provincia pisana e non solo.

La rievocazione del Gioco del Ponte ha luogo l’ultimo sabato di Giugno di ogni anno sul Ponte di Mezzo, attraversato dal fiume Arno, proprio nel cuore del centro storico di Pisa, e si suddivide in due momenti significativi:

vIl Corteo Storico sui Lungarni, una imponente parata militare, scandita dal suono di trombe e tamburi, dove oltre 700 “Figuranti”, i combattenti che partecipano al Gioco, marciano sui 4 Lungarni centrali in scenografiche divise spagnole del tardo ‘500;

vLa Battaglia sulponte, luogo del duello tra i Figuranti più forti, riuniti nelle due storiche Fazioni rivali: la Tramontana ed il Mezzogiorno, che racchiudono rispettivamente i quartieri della città (denominati Magistrature) a nord e a sud dell’Arno.

 

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                                         “Tamburini” di Mezzogiorno sfilano sui Lungarni.                                                                       Cavalieri di tutte le Magistrature marciano durante il Corteo Storico

 

Durante la Battaglia, un torneo comprensivo di più combattimenti, le due Fazioni devono spingere un grosso carrello meccanico di circa 7 tonnellate lungo un binario per l’occasione montato sul ponte: la vittoria viene dichiarata quando una Fazione riesce a spingere il carrello fino all’estremità opposta del binario, dando prova di un’incredibile forza fisica. 

 

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                    Carrello montato e pronto per la Battaglia sul Ponte di Mezzo.                                                                                   Momento della Battaglia tra le due Fazioni.

 

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Le origini di questa suggestiva evocazione folcloristica sono da sempre avvolte da un alone di mistero e leggenda popolare, a cui gli storici non sono stati in grado di dare una risposta definitiva.

La mitologia vuole che siano stati i coloni Greci a fondare la città di Pisa e ad aver introdotto l’usanza del Gioco, in ricordo dei gloriosi Giochi Olimpici in Patria.

Alcuni sostengono che l’imperatore romano Nerone abbia ideato una nuova forma d’intrattenimento per gli ospiti.

Comunque l’interpretazione storica più diffusa rimane quella di origine medievale, tra l’XI ed il XII secolo, per volontà delle autorità della Repubblica di Pisa, intenzionate a tenere la gioventù pisana lontana dall’ozio e addestrarla alla nobile arte della guerra.

Originariamente il Gioco del Ponte era conosciuto come “MazzaScudo” ed aveva luogo in Piazza dei Cavalieri (dove sorge la Scuola Normale di Pisa), in cui i combattenti, schierati in un’area circoscritta da semplici catene, si fronteggiavano armati di mazze e scudi con lo scopo di conquistare la porzione di area avversaria.  

                                                        Rievocazione del “MazzaScudo” in Piazza dei Cavalieri.

Nel 1406, con la caduta della Repubblica di Pisa nelle mani di Firenze, il gioco viene soppresso dai nuovi padroni e per i prossimi 160 anni non se ne sarebbe più parlato, fino a quando nel 1568, Cosimo de Medici, Granduca di Toscana, decide di far rivivere il gioco del “MazzaScudo”, spostando il luogo dell’evento sul Ponte di Mezzo.

Per la violenza e la brutalità solitamente riversata negli scontri tra Mezzogiorno e Tramontana, da secoli acerrimi rivali, Pietro Leopoldo di Toscana abolisce il Gioco nel 1785, mettendo fine alla più grande espressione simbolica dell’identità pisana.

Nella prima metà del Novecento, un gruppo di studenti universitari riprende il Gioco del Ponte in occasione della festa delle matricole del 1927, organizzando un fastoso corteo.

Viene così ravvivato l’interesse dei pisani per la tradizione dimenticata, accolta con ritrovato entusiasmo, nonostante le diverse interruzioni subite negli anni Trenta e nel II Dopoguerra.

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Distruzione del Ponte di Mezzo a seguito dei bombardamenti durante la II Guerra Mondiale

Bisognerà comunque attendere il 1982, quando L’Amministrazione Comunale di Pisa, su sollecitazione di un nutrito gruppo di appassionati, si impegna a ravvivare il Gioco, garantendo all’evento una propria dignità e riconoscimento istituzionale, rimasto da allora ininterrotto fino ai giorni nostri.

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Giovani “Tamburini” sul Ponte di Mezzo.

Con l’obiettivo di promuovere e dare visibilità a questa storica manifestazione agli occhi di tutto il Paese, culla di innumerevoli tradizioni popolari, da 2 anni FARMIGEA si impegna a sponsorizzare “i Mattaccini”, una delle Magistrature di Tramontana, vincitrice del Gioco del Ponte 2015, fornendo agli atleti il materiale necessario per potersi allenare.

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Alcuni combattenti dei “Mattaccini”.

I combattenti si sottopongono 2 volte a settimana ad intensi allenamenti di preparazione atletica e sollevamento pesi, coordinati dal Capitano, il preparatore della Magistratura d’appartenenza.

Alla vigilia del grande evento, i Capitani di ciascuna Magistratura scelgono i combattenti migliori che prenderanno parte alla Battaglia, la cui durata può variare da qualche secondo a diversi minuti: il tutto dipende dalla forza, dalla tattica e soprattutto dal desiderio di vincere della squadra!  

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I combattenti, spronati dal proprio Capitano, spingono un carrello durante l’allenamento